Come si possono contrastare le cicatrici acneiche?

Fra i principali e più evidenti danni che l’acne può provocare ritroviamo, senza alcun dubbio, le tanto odiate cicatrici.
In linea generale, se l’acne è stata curata e trattata da subito, difficilmente lascia cicatrici. La cute, infatti – una volta raggiunta la guarigione – tende a rinnovarsi spontaneamente.
Se l’acne ha lasciato invece segni superficiali, è sufficiente l’applicazione di creme contenenti basse concentrazioni di acido glicolico, che levigano la pelle in maniera progressiva. L’acido glicolico, infatti, è in grado di esercitare un’azione esfoliante sulla cute grazie alla sua capacità di indebolire le forze di coesione fra i corneociti che si trovano nella porzione superficiale dell’epidermide.
Nel caso in cui, invece, le cicatrici acneiche siano particolarmente profonde ed evidenti, si può ricorrere – preferibilmente dietro prescrizione del dermatologo – a svariati tipi di trattamenti dermo-estetici che si devono rigorosamente eseguire presso gli studi di dermatologia o di medicina estetica. 
Fra questi trattamenti ritroviamo:

  • Peeling all’acido glicolico: è un trattamento indolore che garantisce un’immediata presentabilità. Ha un duplice meccanismo d’azione: da un lato determina una desquamazione progressiva della pelle non visibile ad occhio nudo, dall’altro stimola la produzione di collagene ed elastina. Di norma, un ciclo completo prevede dai quattro ai sei peeling eseguiti a distanza di quindici giorni l’uno dall’altro.
  • Peeling all’acido acetilsalicilico: il principio attivo dell’ Aspirina® è conosciuto per le sue attività antinfiammatorie, analgesiche ed antipiretiche (contro la febbre). Nella terapia dell’acne vengono sfruttate le sue proprietà di diminuire la coesione delle lamelle cornee (nell’epidermide), di riorganizzare il processo di cheratinizzazione, di eliminare impurità e comedoni prevenendone la riformazione. Impiegato a basse concentrazioni (3-5%) può essere usato anche dalle estetiste come peeling delicato. Questo peeling ha un’ azione esfoliante completa sullo strato corneo superficiale, non intacca il derma e protegge quindi da eventuali rischi di lesioni o di formazione di macchie. Per escludere potenziali fenomeni allergici, è utile eseguire prima un test di reazione cutanea.
  • Dermoabrasione: è la metodica più invasiva. La pelle, in questo caso, viene levigata con una “spazzolina” che ruota ad altissima velocità. Nei quattro mesi successivi, è assolutamente vietato esporsi al sole ed i risultati sono visibili solo a guarigione avvenuta. Questa tecnica viene utilizzata per eliminare cicatrici particolarmente evidenti o in rilievo e deve essere eseguita solo ed esclusivamente da personale medico specializzato.
  • Microdermoabrasione: è un trattamento estetico – più sicuro e delicato della suddetta dermoabrasione – che cancella gli in estetismi acneici con l’aiuto di un aspiratore e di una polvere minerale senza rischi di infezioni o sanguinamenti, bruciori e gonfiori. Non scompone l’equilibrio cellulare a livello del derma, in quanto agisce superficialmente sull’epidermide. Ogni seduta richiede 20-30 minuti ed in genere se ne consigliano una decina, iniziando con una seduta la settimana. Anche in questo caso, nonostante la microdermoabrasione sia considerata un trattamento più delicato e relativamente semplice da eseguire, esso deve essere effettuato solamente da personale specializzato che opera in strutture adeguate, al fine di evitare l’insorgenza di spiacevoli e pericolosi effetti avversi.

I tempi di guarigione variano a seconda del tipo di trattamento che si deve effettuare. Ad ogni modo – a prescindere dal tipo di tecnica utilizzata – per evitare l’insorgenza di complicazioni ed effetti collaterali, si consiglia di evitare l’esposizione solare sia prima che dopo il trattamento. Per le medesime ragioni, è molto importante impiegare filtri solari con elevato indice di protezione e attenersi scrupolosamente a tutte le indicazioni fornite dal medico.