La “cellulite”, meglio identificabile con il termine “pannicolopatia edematofibrosclerotica”, è una condizione che colpisce circa l’80-95% delle donne in età fertile.

Essenzialmente, la cellulite consegue ad una stasi micro-circolatoria dell’ipoderma a livello degli arti inferiori, con alterazione dello scambio plasmatico tissutale. La cellulite si accompagna spesso a strati di adiposità localizzata, sebbene possa manifestarsi tanto nelle donne sovrappeso, quanto in quelle normolinee o magre.
A livello tissutale, nel momento in cui insorge la cellulite, si osservano le seguenti modifiche:

  • Ipertrofia delle cellule adipose, che subiscono alterazioni di forma e volume, con rotture e lacerazioni della membrana citoplasmatica che le avvolge, e conseguente fuoriuscita dei trigliceridi, che diffondono a livello dei tessuti, negli spazi intercellulari.
  • Accumulo di liquidi in eccesso (ritenzione idrica). L’equilibrio del sistema venoso e linfatico è modificato con un rallentamento del flusso sanguigno ed una ritenzione di liquidi da parte dei tessuti.
  • Fenomeni involutivi del tessuto reticolare intorno agli adipociti, con interessamento anche delle fibre di collagene.

I fattori che causano queste alterazioni localizzate interessano il microcircolo della massa adiposa e con il tempo determinano una compromissione anatomica e funzionale dell’unità vascolare del tessuto, che conduce all’insorgenza di problemi a carico dell’ipoderma e dello strato immediatamente sovrastante, il derma

La degenerazione della microcircolazione del tessuto adiposo comporta una conseguente alterazione delle sue più importanti funzioni metaboliche.

Stadi di Gravità

Si possono individuare tre stadi evolutivi della cellulite:

  • Fase edematosa: la cellulite si avverte solo al tatto, in questa fase precoce prevale il ristagno di liquidi nei tessuti, con gonfiori od edemi, localizzati principalmente intorno alle caviglie, ai polpacci, alle cosce e alle braccia
  • Fase fibrosa: viene coinvolto il tessuto adiposo. A causa dei liquidi penetrati nei tessuti, le cellule adipose si distanziano l’una dall’altra e non riescono più a svolgere le proprie funzioni metaboliche. Le fibre elastiche, che rendono la pelle morbida e tesa, vengono compresse dalle cellule adipose; le fibre di collagene, che svolgono una funzione di sostegno, degenerano e i capillari si alterano: si formano dei piccoli noduli e l’epidermide assume l’aspetto “a buccia d’arancia”
  • Fase sclerotica della cellulite: il tessuto diventa duro al tatto, con la comparsa di noduli di grandi dimensioni; la superficie cutanea assume il tipico aspetto “a materasso” con avvallamenti e macchie di colore, è fredda e dolente al tatto.

Cause e fattori di rischio

Ad oggi, non esiste un definitivo quadro istologico ed eziopatologico dell’inestetismo cellulite; tuttavia, è possibile identificare un insieme di cause che ne favoriscono l’insorgere:

Fattori genetici

Le donne mediterranee hanno un corredo ormonale più ricco di estrogeni, che favorisce l’accumulo dei chili in eccesso sulla parte inferiore del corpo, con ritenzione idrica e stasi circolatoria; inoltre, da parte del sesso femminile c’è la tendenza ad accumulare maggiormente tessuto adiposo (30% in più rispetto all’uomo).

Fattori alimentari

Certi stili alimentari tenuti in età neonatale possono condizionare il metabolismo nell’età adulta e favorire la cellulite; per esempio l’alimentazione ipercalorica ed iperglucidica del neonato o l’uso di omogeneizzati di carne con tracce di ormoni estrogeni.

Fattori determinanti: gli ormoni

Il ruolo più importante spetta agli estrogeni: un eccesso di produzione facilita la ritenzione idrica ed aumenta l’accumulo dei trigliceridi nell’adipocita. L’eccesso può anche essere legato ad una scorretta assunzione di farmaci (es. anticoncezionali). Altri ormoni da considerare sono i corticosteroidi (che facilitano la ritenzione idrica e l’adiposità), la prolattina e gli ormoni tiroidei, la cui diminuzione porta ad un rallentamento del metabolismo dei grassi.

Fattori favorenti o aggravanti

Ci sono altri fattori che agiscono peggiorando lo stato circolatorio e rendendo difficoltoso il ritorno venoso e linfatico: le abitudini di vita scorrette (come la sedentarietà); l’abbigliamento che provoca costrizioni (jeans stretti, stivali stretti, calze elasticizzate costrittive, tacchi a spillo ecc.); l’alimentazione troppo ricca di calorie; l’introduzione di tossine (farmaci, alcool, conservanti alimentari, grassi animalifumo ecc.); lo scarso uso di alimenti detossificanti (fibreacquavitamine); i vizi di postura (come le gambe accavallate); la stipsi, che porta ad una stasi veno-linfatica (in quanto l’intestino ingombrato comprime i grossi vasi reflui dagli arti inferiori); e la gravidanza, che influenza in maniera importante il ritorno veno-linfatico (a causa dei cambiamenti ormonali, della diminuzione del movimento e dell’attività fisica, e dell’ingombro e della compressione esercitata dal feto sui vasi addominali).

Trattamenti anticellulite

I trattamenti ad azione anticellulite sono mirati ai vari tessuti coinvolti nell’insorgenza della cellulite (microcircolo, tessuto adiposo, fibre connettivali) e devono essere appropriati alla diagnosi sul tipo e sullo stadio della cellulite: si deve stabilire se si tratta effettivamente di cellulite oppure di un eccesso di grasso, di edema dei tessuti o di una perdita di tono.

I cuscinetti abbondanti, a volte, sono solo semplice grasso in eccesso: in tal caso i trattamenti da consigliare sono quelli “lipolitici”, come la dieta, l’aumento dell’attività fisica, il massaggio e la mesoterapia con prodotti lipolitici. La dieta dev’essere ipocalorica, ricca di fibrevitamine, oligoelementi e povera di tossine, acidificantizuccherigrassi animali e xenobiotici. L’attività fisica dev’essere regolare e leggera: sono consigliabili passeggiate, nuoto, uso della bicicletta e cyclette, evitando sforzi eccessivi ed improvvisi che possono provocare un aumento delle tossine locali (per es. acido lattico) e l’assorbimento del sangue dal microcircolo superficiale alla muscolatura.

Trattamenti diversi vengono effettuati a seconda che il problema sia rappresentato da cellulite od edema: quest’ultimo consiste in un ristagno di liquidi interstiziali causato da vari disturbi fisici, come insufficienza renale, insufficienza venosa e linfatica, ritenzione idrica ecc. Si manifesta con un’imbibizione dei tessuti, che assumono un aspetto gonfio, spugnoso ed infine ispessito ed indurito. Per motivi legati alla gravità ed emodinamici, le prime manifestazioni si mostrano, contrariamente alla cellulite, nelle zone quali gambe e piedi. L’edema favorisce la cellulite e spesso l’accompagna, tuttavia bisogna valutare la situazione prevalente. I trattamenti di scelta per l’edema puro e la cellulite linfodematosica sono ad es. il massaggio linfodrenante, la jonoforesi, la mesoterapia con prodotti vasotonici e la pressoterapia. Il massaggio è invece il trattamento di prima scelta per tutte le forme di cellulite.

Fonte: MyPersonaltrainer.it